domenica 15 novembre 2009

Le storie, le vite spezzate

Se volessimo paragonare l'esistenza umana (in generale) ad una lunga linea retta, dovremmo inevitabilmente fare i conti con tutte le deviazioni di percorso e le variabili che intersecano le nostre speranze di avere una vita lineare, perchè una vita realmente lineare non c'è e, forse, non è mai esistita.
Le fratture, le elisioni, le cesure sono lo scotto che paghiamo per il fatto di aver avuto in dono la possibilità di vivere: nemmeno lo avessimo chiesto, questo dono.
Non è irriconoscenza, ma realismo.
Gli abbracci spezzati sono quelli che ci strappano a chi amiamo, con crudeltà inaudita.
Sono la morte, a volte, che ci coglie impreparati, o un abbandono che parrebbe materiale per sceneggiature di serie C, se non fosse tragicamente ineluttabile e doloroso.
Di Almodovar, stavolta in un film dalla trama "debole",  mi colpisce ancora una volta un particolare: quello degli adolescenti maschi, che spesso sono gay, oppure straordinariamente svegli, profondi e, in qualche modo, eccezionali. Infinitamente al di sopra della media di un ragazzo tipo appartenente a quella fascia di età.
Un triangolo amoroso è il più banale degli accadimenti umani, ma rivendica il suo valore e se ne appropria grazie ad alcuni particolari (nemmeno poi tanto particolari) che ci lasciano con la bocca amara, e con il sospetto che la felicità, ammesso che esista, la si debba sempre pagare.
E così, nella finzione cinematografica come nella realtà, anche la storia più comune  può guadagnare una medaglia al merito: basta saperla raccontare. O, nel nostro piccolo di ordinary people, riuscire a viverla senza aspettative.

29 commenti:

Zelda ha detto...

molti di noi conoscono gli abbracci spezzati.E penso anche che nella vita un prezzo da pagare ci sia sempre.
Ma ame piace pensare che, per ogni abbraccio spezzato, sia possibile un altro abbraccio:che nopn sostituisce quello spezzato, ma che ci fa innamorare della capacità della vita di rigenerarsi.Cpntinuerò apensarte che sia cosi'.
Un bacio, Nico

Baol ha detto...

Le linee rette sono aopravvalutate amica mia, fidati


E comunque, a te, sai benissimo che non spezzerò mai un abbraccio...però se non la finisci ti spezzo le gambe...amichevolmente eh!! :D

Ciao Neeeeeeeeeit

enne di niente ha detto...

A me piacerebbe pensarlo, Laura, ma il mio pessimismo (realismo?) di fondo mi dice che non sempre è così. Lo dice anche il film: ci sono abbracci spezzati che non si riannoderanno più, e niente potà sostituirli.
Poi non si sa mai.
Bentornata, bella.
Un abbraccio forte forte.

Questo lo penso anch'io, Meim, ma se devo pensare che ci sono persone bugiarde e ipocrite preferisco la mia irregolarità manifesta, che è quella che è senza trucco e senza inganno.
Le recite le lascio volentieri agli altri. Lo so che un abbraccio non me lo spezzeresti mai, ma non capisco perchè vorresti spezzarmi le gambe, dal momento che ne ho già una che funziona all'80% (quando va bene). :-)))
Spezziamo un kinder bueno.
Un bacio, amico mio.



A PROPOSITO DI ABBRACCI SPEZZATI.
Oggi, alle 4, c'è il funerale di un mio vicino di casa, morto dopo alcuni anni, nemmeno tanti, poi, di lotta contro la SLA.
Aveva 42 anni, era un bel ragazzo gentile e sempre sorridente.
Lascia una moglie giovane, e due figli: uno di 17 anni, amico di mio figlio, e l'altro di 10.
Ho sempre pensato a quella famiglia come ad una famiglia felice. Ricordo ancora quando, ai primi caldi primaverili, portavano il dondolo in veranda, e lui si sedeva al fresco giocando col figlio piccolo.
Questi abbracci spezzati rimarranno tali per sempre.
A dopo.

Lanza ha detto...

Purtroppo è vero:da giovani abbiamo creduto di avere tutto il tempo del mondo.Poi abbiamo realizzato che non era vero ma troppo tardi.Per cui ti abbraccio ora che sono ancora in tempo.

Gians ha detto...

Esistono tuttavia milioni di persone, che convinte della linearità nella condotta di vita, additano, a volte col ditone medio, quelli che secondo loro vivono di devianze. Detentori di una moralità ferrea, solo perchè padri di famiglia normalmente costituita, nessun dubbio o ombra li ha mai pervasi, nel loro incedere fatto di conformismo. Sono quelli alla Furio, personaggio di Verdone, e tutto sommato non fanno una gran bella vita. ;) Buon pomeriggio.

Arci ha detto...

1- se ho inteso bene il senso del post tu stai sostenedo che può tristemente accaderci di essere come il protagosista di un film dalla banalissima trama. E soffrirne.

2- povero Furio !!

(il punto 2 lo capisce solo GIANS)

Lav. ha detto...

Almodovar è uno dei pochi registi per cui vorrei essere famosa.
L

medita partenze ha detto...

se volessimo... volessimo, ma non ci riuscissimo!
(la complicazione fa - purtroppo o per fortuna - parte del destino che un dio dispettoso ci ha costruito)
:)

indierocker ha detto...

ciao enne!

aquilotta71 ha detto...

purtroppo ci sono abbracci, baci, parole che muoiono prima di dare il loro calore, il loro piacere, il loro messaggio, e spesso per una vita intera aspetti di riannodarli, forse consumandoti in quell'attesa e sognando soltanto, dimenticandoti di vivere..chissà!!
questo è rivolto forse più a me,
ciao cara

enne di niente ha detto...

Bella riflessione, Roberto.
Da giovani crediamo di avere davanti tutto il tempo, senza sapere che molti di tempo ne avranno veramente poco.
Quindi abbracciami pure, così io ricambio.

Furio è stato un sibolo, Gians, oltre che l'oggetto di risate folli col mio terapeuta. E sai perchè? Perchè io mi sentivo un po' Fosca, col marito che ho avuto, ma per fortuna non mi sono mai buttata nel Canal Grande.
Alludi ai moralisti? Sappi che io li disprezzo.

Non proprio, Arci. Possiamo essere i protagonisti di una sceneggiatura un po' banale, ma diretta in maniera ineccepibile. Quel che resta è, comunque, il senso di resa.

Penso di averti girato un questionario, su facebook, nel quale, tra tante domande, si chiede da quale regista si vorrebbe fosse girato un film sulla propria vita.
Sai cosa ho risposto, Lav?
;-)

Ma quando le complicazioni sono tante ti viene in mente di dire che il dio, più che dispettoso, deve essere stato un po'st...
Ciao, medita. :-))

Heilà, Indie.
Sempre più veloce della luce?

Non solo, Aquilotta.
Le tue parole potrebbero adattarsi perfettamente anche a me, cioè a quella che sono stata fino a qualche tempo fa.
Poi, non so se per altri problemi gravi sopraggiunti, o semplicemente perchè finalmente ho avuto una visione completa e reale del quadro, ho voltato con fatica le spalle al mio passato e mi sono immessa timidamente nella mia vita vera.
Vedremo come andrà: certo non peggio di come era andata in precedenza.
Sogni d'oro, bella.

Daniele Verzetti, il Rockpoeta ha detto...

In primis mi unisco al tuo dolore per la scomparsa del tuo vicino di casa.

Quanto al film, sembra essere caratterizzato da luci ed ombre. La sensazione personale ( a pelle ) che fosse un film dalla trama "debole" come tu l'hai definito, l'avevo avuta. resta il fatto che tu cmq sei riuscita a cogliere, da quanto intuisco dato che io il film in questione non l'ho visto, sfaccettature particolari che ti hanno colpita e ti hanno fatto apprezzare cmq di più questo film.

Quando scrivi che a volta una storia "basta saperla raccontare" ho ripensato ad una canzone di Fossati "Questi Giorni davanti al mare" dove in un passaggio del testo si dice " e noi non ci sappiamo raccontare"

E' vero a volte sapersi raccontare e saper raccontare fa purtroppo la differenza.

Ok scusa questa digressione ma vista l'ora sono andato un po' più a ruota libera.

Un bacio
Daniele

Daniele Verzetti, il Rockpoeta ha detto...

ERRATA CORRIGE: "Questi POSTI davanti al mare". Fossati, De Gregori, De André a cantarla. Se non la conosci ascoltala.

enne di niente ha detto...

La conosco bene, Daniele: Fossati è fra i cantautori che, secondo me, riescono a toccare l'anima.
Un film è sempre una storia. A volte una storia banale. Ma se il regista è un genio trasforma e trasfigura la banalità.
Te lo consiglio.
Un abbraccio e buona giornata.

Lanza ha detto...

Ti dirò di più Nico:ho iniziato ad apprezzare certi registi quando ho capito che una storia banale e sfilacciata,nelle loro mani si trasforma in qualcosa che ti avvince,ti emoziona e ti commuove.

Lanza ha detto...

Rileggendo ho capito di aver ripetuto il tuo concetto,invece di ampliarlo come avrei voluto. Perdonami,ma verso l'ora di pranzo perdo anche quel poco di lucidità:)

Baol ha detto...

Proprio perchè preferisco te ho detto che le rette sono sopravvalutate...le rette sono noiose...

Quanto alle gambe...beh...sai che questo tuo continuo rivoltarti su te stessa non mi piace e quindi ho deciso di essere drastico...anche se sai bene, giuntò lì con un bastone nodoso pronto, lo lascerei cadere e mangerei il kinder bueno...ti voglio troppo bene amica mia per spezzarti davvero le gambe...ma tu hai capito il motivo ed hai apprezzato...veroooooooo?!

enne di niente ha detto...

Abbiamo detto quello che c'era da dire, Roberto. Cioè l'essenziale.
Una trama avvincente nelle mani sbagliate può diventare pattume. E viceversa. In questo consiste la grandezza di un regista.
Mangiato?
;-)

Meim, penso di essere nata facendomi seghe mentali. Non so da cosa dipenda, di preciso, ma sono una scassaballe che spacca il capello in quattro.
Lo so che non mi meneresti mai.
Al prossimo succo, dopo aver mangiato il nostro kinder bueno, spero di essere presa almeno per tua zia (quella giovane).
:pp

giardigno65 ha detto...

le storie comuni sanno essere universali ...

enne di niente ha detto...

Solo se c'è un buon tramite, Giardigno.

Gians ha detto...

Sono in fuga, appena gli inseguitori la smettono di alitarmi sul collo, commento con calma. :)

enne di niente ha detto...

Chi ti insegue, Gians?
Meglio: hai schivato uno dei miei post ad altissimo tasso di pallosità. :-)

Celito ha detto...

Voglio andare a vederlo. Almodovar mi piacque moltissimo con "Volver". Lì mi innamorai di Penelope Cruz, che ritengo una delle più brave attrici in circolazione (peccato che stia con quel tipaccio di Bardèm). Abbracci spezzati, un abbraccio è sempre un tentativo, qualche volta va male... :/

enne di niente ha detto...

A me va male sempre, Celito: ci ho fatto l'abitudine.
La Cruz sta con Bardèm?
Ah, donna fortunata!!!
;-)

Vittoria A. ha detto...

Ho visto il film e mi e' piaciuto moltissimo. Non so dire esattamente perche' ma mi ha profondamente colpito. Come dici giustamente tu e' una trama comune ma e' il come viene vissuta che la rende speciale.

enne di niente ha detto...

E' esattamente quello che ho pensato anch'io, Vittoria.
:-)

Gians ha detto...

Beh ora che ci penso la mia opinione l'avevo data, non ho schivato del tutto. :)

enne di niente ha detto...

Ma no che non avevi schivato, Gians. :-)

Ormoled ha detto...

Una vita lineare potrebbe anche essere molto noiosa, certo che quando a renderla non lineare sono la morte o un addio non è mai piacevole. Le cose belle esistono perchè esiste il loro contrario, la vita non sarebbe nulla senza la morte e il riincontrarsi non sarebbe nulla senza gli addii. Quello che non sappiamo fare bene forse è saper convivere bene con queste cose.
Ciao